La normalità, quando è ricca di verità e in questo di vera semplicità è
veramente bella e notevole - quindi la mia citazione nel film nella mia
versione di David Lynch, della normalità come stravolta dal senso dell'immagine
e della sua rappresentazione più eclatante nel successo, appare molto
critica come espressione di liberà, come successo della rappresentazione
cinematografica.
Ora da ciò, partendo io, da un'espressione d'autore quale quella di David
Lynch, realizzata in fondo nel contesto "hollivudiano".
Nel film Mulholland Drive da me elaborato la situazione sviscerata, appare,
seppure in questa nuce molto più sviscerata in tal senso, stando alle
logiche dello spettacolo del film che meglio evidenziassero tale visione e
mia visione del contesto contenuto nel film e vissuto dagli "attori
protagonisti" che interpretano e significano il film.
Come evidente sembra apparire, "credo", il fatto che ancora io non so se
posso dare in visione la mia copia a chiunque me la chieda [a parte il fatto
che ne ho persa una, ora non vorrei che si moltiplicassero le copie, dicendo
che è il film elaborato da me]
Sinceramente ci sono molte piccole stanze in giro con pochi dentro che
immaginano, che pensano che il mondo che conta sia solo quello che
immaginano loro - e queste parlano solo per marchetting - ma dico di persone
di ogni tipo, non specificatamente qualcuno in particolare - come si dice,
se conviene - anche solo nei confronti del compagno di sedia.
Ma c'è la verità che io non mi sono affatto informato, ne contattato nessuno
che facesse riferimento al film - chiesi solo ad un festival se era
possibile mandarglielo, ma non ho ricevuto risposta; e non ho capito il
significato, se ciò era un sì o un no - forse perché non richiesi
informazioni riguardo la tecnica del concorso, per il formato si risponde,
come per la quota d'iscrizione (questa è tutta pubblicità per loro? E chi se
ne freca) comunque ho visto che blob, rai tre, ha mandato la versione di
Linch divisa a puntate serali.
E allora al momento in cui scrivo, immagino che si possa vedere solo il mio
master dvd e a casa mia, o se prestato a casa di altri proprio come un film
di culto (e se dopo non mi restituiscono la copia). La registrazione nasce
da un vhs tv, è in italiano e pur avendo i titoli originali, non ho trovato
i nomi dei doppiatori. L'offerta mia sarebbe gratuità nelle intenzioni; ma
se i produttori volessero fare un'operazione di beneficenza possono farlo,
non so, tranne sul mio master, il master è mio e me lo gestisco io, a parte
la battuta, ringrazio tutti e quanti altri eventualmente, e vi mostro qui di
seguito la sequenza scritta che appare dopo la prima sequenza d'immagini
nella mia versione, che è un film in crescendo. (alcune altre informazioni
sul sito)
Se si vedono le conseguenze - e non si comprendono le cause l'affermazione d'uso
è: è normale possiamo continuare a farlo. Continuare: continuare.
Difatti non si percepiscono neanche le conseguenze: né dove siano le cause
in rapporto alle conseguenze.
Né perché si debba continuare: in realtà non si sta facendo niente e non vi
è nessun motivo per smettere, né quando.
Dal bellissimo film di David Lynch: Mulholland Drive, sulla morte dell'essere
per mezzo dell'immagine come conseguenza di un gesto o del potere che si
appropria del gesto e dell'immagine.
La coscienza che muore per sempre - in una breve sequenza al di là della
rappresentazione cinematografica, nella rappresentazione della normalità.
Sia nell'individuo che parla di normalità: che nella psicologia, nella
sociologia, nelle sceinze della comunicazione e nella diffusione della
scrittura creativa di propaganda.
Le conseguenze di questa normalità non appaiono mai, perché basta far finta
di non vederle.
(vhs) gennaio 2005 Patrizio Marozzi
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